Essicazione del Peperoncino


È il metodo più antico e più diffuso, apparentemente anche il più semplice , ma non è così. Infatti, per avere una buona conservazione di tutti gli elementi, l’essiccazione deve avvenire nei mesi caldi, agosto-settembre, ma all’ombra. 
Il metodo dei nostri nonni, ottimo a mio avviso, è quello di infilare i peperoncini dalla parte del peduncolo verde a un filo da cucito, doppio o triplo, dopo averlo introdotto nella cruna di un ago piuttosto grande. 
Formare una catena lunga 20 — 30 cm. ed appenderla in un posto ombreggiato. La sera, per evitare che l’umidità faccia parzialmente regredire l’essiccazione, ricoverare le catene di peperoncino in un luogo chiuso e asciutto. 
Dopo circa 15 — 20 giorni il prodotto sarà essiccato perfettamente. 
Possiamo lasciare i peperoncini così come sono e conservarli in barattoli di vetro, oppure, come io preferisco, passare alla macinazione. 
Io utilizzo due sistemi; il classico macinacaffè, la parte inferiore dei vecchi frullatori, per intenderci, ormai anche difficili da reperire, oppure un elettrodomestico tuttofare il “bimbi”, per esempio. 
Con ambedue i sistemi si ottiene un risultato eccellente. 
L’importante è che il peperoncino macinato non sia eccessivamente sottile, una via di mezzo tra lo zucchero ed il caffè. 
I semi e la membrana interna contribuiscono in maniera determinante al grado di piccantezza, quindi, per alleggerire la polvere, si può facilmente eliminare una parte di questi due elementi, prima della macinazione. 
Sarà evidente all’olfatto la differenza di aroma tra il prodotto fatto in casa e quello che si trova in commercio. 
A questo punto il gioco è fatto: questa polvere magica e profumata è pronta per essere cosparsa su qualsiasi pietanza. 
Per gustare il peperoncino I miei piatti preferiti sono i primi, sia paste asciutte che minestre, nelle quali abbondo nella quantità di polvere rossa, fino a provocarmi il singhiozzo. 
Fonte: Altrasalute

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