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Peperoncini piccanti, quali sono i peggiori


Peperoncini, la classifica dei peggiori: perché sono piccanti, come si misurano, quali sono i più potenti.

Attenzione, questo post dà effetti collaterali: si va dal bruciore di stomaco alla lacrimazione compulsiva, fino alle allucinazioni. 
Si parla di peperoncini ma non quelli sul terrazzo che la zia calabrese vi ha chiesto di innaffiare durante l’estate: vi vogliamo presentare i peperoncini più piccanti al mondo. 
Roba che il fiato dei draghi di Daenerys è brezza marina.
Questi esemplari di pura piccantezza si trovano in parti diverse del globo e c’è pure chi è tanto pazzo da mangiarli. 
Alcuni di essi rientrano nei piatti tipici di cucine nazionali (vedi il Messico o la Thailandia), mentre i primi in classifica sono talmente potenti da essere addirittura vietati.
Ma come si misura la piccantezza? 
E da cosa è determinata? 
Scopritelo insieme a noi e alla nostra classifica degli 11 peperoncini più piccanti in assoluto.

La capsaicina
La sostanza responsabile del bruciore nel peperoncino è la capsaicina. Questo composto chimico va a “disturbare” quei recettori termici posti sulla lingua che di solito si attivano a temperature superiori a 41-42°C. 
La capsaicina insomma ci “inganna” facendoci credere che in realtà stiamo mangiando qualcosa di molto, troppo caldo. A volte addirittura infuocato. 
Per noi occidentali questa sensazione è spesso insostenibile, mentre il discorso è diverso per altre popolazioni. 
Come mai? 
È stato dimostrato che una stimolazione ripetuta alla capsaicina porta a desensitizzazione, come dire una specie di anestesia. 
Così per messicani e indiani, abituati in media a 200 mg di peperoncino al giorno, il pizzicore diventa un sottofondo di quisquilie e pinzillacchere. 
Provateci voi, poi ne riparliamo.
Non è tutto negativo però: la capsaicina è anche un potente antiossidante, protegge dall’irrancidimento (ecco perché olio e peperoncino vanno così d’accordo) e in più fa dimagrire. 
La sua azione infatti attiva la lipolisi e aumenta il battito cardiaco, dando un bel boost al vostro metabolismo. Adesso però non correte a imbottirvi di peperoncino.

La scala Scoville
Come si misura la piccantezza del peperoncino? 
Per convenzione si fa riferimento alla scala Scoville che, come avrete intuito, indica la quantità di capsaicina equivalente contenuta nel peperoncino. 
La scala fu ideata nel 1912 da Wilbur Scoville, chimico statunitense evidentemente molto appassionato alla cucina tex-mex o così ci piace immaginare. Attraverso l’analisi organolettica dell’estratto di peperoncino diluito in acqua e zucchero da parte delle “vittime” (ah no scusate, degli assaggiatori), Scoville stabilì a 16 milioni il grado di piccantezza della capsaicina pura.
Questo valore tuttavia è oggi considerato un po’ troppo approssimativo: per questo è stata elaborata una nuova tecnica detta Metodo Gillet che misura direttamente la quantità di capsaicina senza passare per le povere papille gustative di qualche stagista. Nonostante ciò i valori ottenuti vengono comunque convertiti in unità Scoville, classificando i peperoncini da 0, come nel caso del peperone dolce, a 16 milioni, cifra da cui vi consigliamo caldamente di tenervi alla larga.

11. Calabrese
Iniziamo da casa nostra. 
Il Calabrese è il protagonista della cucina tipica che dà il meglio di sé nella ‘nduja. In classifica si difende con un bel 30mila SU (Unità di Scoville) ed è in compagnia dei messicani Chile de Arbol e Manzano.

10. Cayenne
Andiamo nella Guyana francese ad assaggiare il Cayenne, che in polvere diventa pepe di Caienna. Il suo range va dai 30 ai 50mila SU, insieme a Tabasco, Ajì e Piquin.

9. Thai Dragon
Il viaggio continua in Thailandia, dove il Thai Pepper altrimenti detto Thai Dragon (come dire, siete stati avvertiti) si sprigiona in tutti i suoi 50-100mila SU. Si tratta di un parente più piccante del Cayenne e se la gioca con i sudamericani Rocoto e Chiltecpin.

8. Habanero
Siamo “solo” all’ottava posizione ma si inizia a sudare. L’Habanero è il peperoncino cubano che si può trovare nelle varietà “Chocolate”, “Orange” e “Red Savina”. Il suo valore è stimato intorno ai 100-350mila SU insieme agli altri piccantissimi Scotch Bonnet, Bird’s Eye e Jamaican Hot.

7. Habanero Red Savina
Di nuovo il peperoncino cubano, stavolta nell’incandescente varietà Red Savina che può arrivare agli 855mila SU.

6. Bhut Jolokia
Anche noto come Ghost Chili, il Bhut Jolokia è stato a suo tempo il peperoncino più piccante del mondo. Sebbene oggi sia stato sorpassato, vi assicuriamo che mangiarlo non è certo una passeggiata. Il suo valore si aggira infatti tra gli 855 e i 970mila SU.

5. Naga Morich
Questo piccolo meteorite gustativo viene dal Bangladesh. Con l’impressionante valore di 1 milione SU, il Naga Morich non scherza affatto.

4. Trinidad Scorpion
Ci avviciniamo al podio con il Trinidad Scorpion, originario dell’isola caraibica. Un peperoncino da prendere con i guanti, letteralmente, visto che la sua piccantezza si aggira intorno ai 2 milioni SU.

3. Carolina Reaper
Colore rosso fuoco e punta a mo’ di coda di scorpione. Il Carolina Reaper oggi ha il terzo posto ma qualche tempo fa era considerato il più piccante in assoluto con i suoi 2.200.000 SU. Ci vuole fegato, in tutti i sensi.

2. Dragon’s Breath
“Respiro di drago”, di nome e di fatto. Il Dragon’s Breath è un mostruoso ibrido coltivato in Galles che può raggiungere i 2.700.000 SU. Talmente potente che gli scienziati lo stanno studiando per usarlo come anestetico.

1. Pepper X
Il vincitore della classifica è il Pepper X: nome non pervenuto, forse il suo creatore “Smokin” Ed Curry ne è stato sopraffatto. Con i suoi 3 milioni 180mila SU è il peperoncino più piccante al mondo, vietatissimo in cucina e chissà, magari utile al comparto delle armi di distruzione di massa: già adesso se la gioca con lo spray di difesa in uso alla polizia.



Fonte: Dissapore.com

Bhut Jolokia: il peperoncino più piccante del mondo diventa una bomba

Il Bhut Jolokia, il peperoncino più piccante del mondo, colpisce ancora: questa volta, però non in cucina e molto lontano, in India. Pare infatti che, dopo essere già stato utilizzato come base di potenti spray anti-aggressione destinati al pubblico femminile, presto potrebbe diventare una... bomba, e sostituire lacrimogeni e fumogeni nella lotta al terrorismo e nelle operazioni anti sommossa.
Gli scienziati del dipartimento della difesa indiano hanno individuato nel peperoncino Bhut Jolokia (noto anche come Bih Jolokia, "peperoncino velenoso", e Naga Jolokia, "peperoncino Re Cobra") uno spietato strumento per immobilizzare una persona senza ucciderla; si sono appena conclusi degli esperimenti su un tipo di granata a mano che contiene i semi dell'infuocato "peperoncino fantasma" e che sarebbe in grado di minare la respirazione dei terroristi e costringerli ad uscire dai loro nascondigli per non soffocare.
Il vantaggio di un'arma a base di Bhut Jolokia sarebbe soprattutto quello di non lasciare scorie tossiche nell'ambiente, in quanto la capsaicina che ne genera i devastanti effetti non è una sostanza tossica, non è bioaccumulabile e soprattutto, una volta diluita nell'aria o nell'acqua (più di un milione di volte, però!), arriva a non essere più nemmeno percepibile dalla maggioranza delle persone.
In India il Bhut Jolokia è utilizzato già da tempo come repellente contro insetti e animali, e addirittura per tenere lontani da edifici e centri abitati gli elefanti selvaggi: basta infatti cospargere i muri con abbondante "peperoncino fantasma" per tenere alla larga anche il pachiderma più infuriato...

Grado Di Piccantezza Dei peperoncini

I peperoncini come ben noto hanno diversi gradi di piccantezza. Nel tempo si sono cercati dei metodi per mettere in graduatoria le varie specie di peperoncini. In questa ricerca si è cimentato un chimico americano che nel 1912 ha elaborato un metodo soggettivo basato sulla percezione organolettica di alcuni assaggiatori. Tale metodo misura il grado di piccantezza in unità Scoville dal nome del suo inventore. Il grado di piccantezza è principalmente dovuto alla quantità di capsaicina presente nei frutti. Il grado di piccantezza è anche determinato dalle condizioni in cui è coltivata la pianta.
Uno stralcio della classifica che scaturisce dal Test di cui sopra è la seguente:
16.000.000 Capsaicina pura
350.000-580.000 Habanero Red Savina
100.000-350.000 Habanero
100.000-325.000 Scotch Bonnet
100.000-200.000 Jamaican hot
50.000-350.000 Rocoto
30.000-50.000 Cayenna - Piquin - Aji - Tabasco
5.000-23.000 Serrano
2.500-8.000 Jalapeno
1.000-2.000 Poblano
100-500 Peperone

Qual è il peperoncino più piccante del mondo?

Fino al 2006 il peperoncino più piccante del mondo, come riportato nel Guinness Book of World Records (a partire dai primi anni 90), è stato l'Habanero Red Savina. Il suo "grado di piccantezza", misurato secondo la scala Scoville è 577.000 unità.
A partire dal 2007 l'habanero è stato spodestato da un peperoncino indiano nato da un'ibridazione naturale inter-specie, il Naga Jolokia, conosciuto anche con i nomi di Bhut Jolokia, Ghost Chili, Ghost Pepper, Naga Morich, Bih Jolokia, ecc. I test in laboratorio sul DNA della pianta hanno mostrato che gran parte dei suoi geni appartengono alla famiglia capsicum chinense, mentre alcuni derivano dalla famiglia capsicum frutescens.
I numerosi nomi con cui il peperoncino viene soprannominato derivano dalla sua piccantezza estrema e dalla regione geografica da cui si è appresa inizialmente l'esistenza dei primi esemplari:
Jolokia è il termine con cui nella provincia di Assam viene chiamato tutto il genere capsicum (il peperone)
Naga in sanscrito significa "Re Cobra" (il cobra è un serpente piuttosto diffuso in tutto il nordest dell'India).
Bih significa veleno, quindi Bih Jolokia potrebbe essere tradotto come "peperoncino velenoso", a causa della piccantezza estrema.
Bhut significa fantasma, causa principale del soprannome "Ghost Pepper" usato spesso nel mondo occidentale in riferimento al Naga Jolokia.

Scala Scoville
Nel 2000 alcuni test in laboratorio eseguiti per conto del Defence Research Laboratory indiano portarono a una misurazione di 855.000 unità Scoville.
Nel 2004 altre misurazioni successivamente riportate ufficialmente nel libro 2007 dei Guinness dei Primati portarono al record assoluto di 1.041.427 unità Scoville, quasi il doppio rispetto all'Habanero Red Savina.
Giusto per curiosità, il Bhut Jolokia, oltre che per i tradizionali e pericolosi impieghi gastronomici ha trovato spazio nel campo delle granate a mano: gli scienziati del dipartimento della difesa indiano hanno individuato nel peperoncino un letale strumento per immobilizzare una persona senza ucciderla...
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