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UN'ATTRAZIONE FATALE: IL PEPERONCINO AFRODISIACO


ll termine afrodisiaco deriva da Afrodite, dea dell'amore, e sta ad indicare la capacità di una sostanza di
accentuare il desiderio sessuale e la libido. Per secoli si è discusso se questa spezia potesse rientrare
a meno in questa categoria.
Nel "500 il peperoncino a causa del suo calore si pensava addirittura potesse provocare il
disseccamento dello sperma. Solo nell' 800 si inizio a riconsiderarlo come prodotto afrodisiaco.
Il dibattito sulle qualità eccitanti e stimolanti del peperoncino oggi è ancora aperto.
C'è chi lo decanta perchè, fra l'altro, facilita la liberazione di endorfine che promettono un
senso di benessere e appagamento.
C'è chi al contrario relega i suoi benefici a mero effetto placebo.
Comunque sia, è vero che il peperoncino è ricco di vitamina E che accresce, associato ad altre sostanze, la fertilità maschile e femminile.  La capsicina contenuta è un potente vasodilatatore che aumenta l'afflusso del sangue agli organi genitali. Detto questo, affermare che il peperoncino sia un effettivo prodotto afrodisiaco non trova tutt'oggi adeguati riscontri scientifici.Ma le credenze popolari a volte...


Fonte:
Lorena Fiorini

Distorsione

La distorsione è un evento traumatico dell'articolazione dovuto a un movimento brusco o forzato che determina allungamento o strappo dei legamenti con conseguente dolore.
Per attenuare il dolore si consiglia di preparare il cataplasma che segue.
Spezzettate un peperoncino che metterete in acqua calda per una manciata di secondi.
Applicate sulla parte dolorante e il gioco è fatto.

Fonte : Lorena Fiorini

Emorroidi e ragadi non sanguinanti

Dilatazione varicosa del plesso venoso della mucosa rettale. Il peperoncino, ricco di vitamina antiemorragica K, e alla sua particolarità a chiudere le ferite, assicura un aumento del sangue nelle zone della parete rettale fino a condurre alla cicatrizzazione. Il consiglio e di iniziare con una cura a base di peperoncino sui cibi, in ragione di 1 grammo per ogni 10 Kg di peso corporeo al giorno. In un primo momento potrebbe verificarsi un peggioramento, ma nel giro di 30 giorni congestione e dolore scompariranno. Fonte: Lorena Fiorini.

Dolore Generico

Il termine dolore si riferisce a una sensazione spiacevole, condotta lungo le fibre della sensibilità dolorifica. La presenza nel peperoncino della capsaicina, sostanza resinosa e pungente, agisce sui nervi, attenuando il dolore e il prurito. Non è da considerare una cura, ma un piccolo aiuto. I maiya e gli incas curavano il mal di denti con il peperoncino. Fonte: Lorena Fiorini

Torcicollo

Il termine indica un atteggiamento viziato del collo che può essere di natura congenita sia acquisita per cause diverse, il collo presenta una rigidità dolorosa per contrattura antalgica dei suoi muscoli del collo accompagnata da sensazione di indolenzimento.
Una buona terapia consiste nel preparare l'infuso che segue: lasciate riposare 8 gr. di peperoncino in 100 ml d'acqua per 1/2 ora.
Spennellate la parte dolorante due volte al giorno fino al miglioramento.

Fonte: Lorena Fiorini

Sinusite

La sinusite è l'infiammazione dei semi paranasali, le cavità aeree situate all'interno del massiccio facciale.
Il freddo favorisce le infezioni delle prime vie aeree. La capsaicina presente nel peperoncino è risultata particolarmente efficace nella prevenzione e cura delle sinusiti.
Svolge azione antibatterica, decongestiona il naso e lenisce i sintomi di allergie.
Fonte: Lorena Fiorini

Sciatica

E' l'infiammazione del nervo sciatico che provoca dolore lungo il decorso che va dalle natiche alla punta dei piedi.
Si consiglia di realizzare l'unguento che segue: impastare e amalgamare 50 grammi di peperoncino in polvere con 100 grammi di olio di trentina.
Ricaverete un unguento da applicare sulla parte dolorante. Lo stesso principio è usato per i cerotti in vendita nelle farmacie che rilasciano per via transdermica la capsaicina.
Fonte: Lorena Fiorini

Arteriosclerosi

Per arteriosclerosi si intende la degenerazione dei vasi arteriosi che comporta indurimento e ispessimento della loro parete.
Il peperoncino è utile nella prevenzione e nella cura della malattia celebro e cardiovascolari per le proprietà vasodilatatrici e ipocolesterolemizzanti.
Infatti la presenza nel peperoncino di vitamina PP, rende elastici i capillari e rafforza le pareti delle arterie, mentre la vitamina E aumenta l'ossigenazione del sangue.

Fonte: Lorena Fiorini

Che cos'è e come si prepara la tintura madre di peperoncino


Nella cultura popolare contadina delle mie zone è  molto sviluppato l'uso del peperoncino (capsicum annum) non solo in cucina, ma anche per scopi oserei dire terapeutici, grazie alla sua enorme quantità di vitamine ed in particolare la C.

Molti lo mangiano fresco appena raccolto, altri lo preferiscono aggiunto in polvere sulle pietanze, questa ottenuta dopo l'essiccazione e la successiva  polverizzazione mediante il frullatore o con l'antico metodo del mortaio di pietra, altri ancora lo conservano sott'olio. Le capacità curative di questo ortaggio e di prevenzione sono note un pò a tutti, e sulla rete non si contano i siti che si occupano di questo meraviglioso prodotto della terra.

Lo scopo di questa pagina è quello di rendere noto a tutti un metodo antico che ho acquisito dalle persone anziane del mio luogo per la preparazione della tintura madre di peperoncino un metodo naturale di estrazione dei principi attivi del peperoncino per poi utilizzarlo a fini terapeutici.

Attenzione: questi consigli in prima non sostituiscono il medico, il quale va sempre consultato, poi sono rivolti a quelle persone che già fanno uso di peperoncino, quindi, conoscono bene questo prodotto e sanno che va usato con la dovuta cautela prestando attenzione soprattutto agli occhi.

TINTURA MADRE:
Estrazione per via alcolica dei principi attivi di un'erba.
Preparazione :

1) è necessario raccogliere circa 90 gr. di peperoncino ben rosso e maturo al punto giusto; dopo averlo accuratamente lavato ed asciugato tagliatelo con le forbici in piccole parti, usando dei guanti in modo da non irritare la pelle;

2) i pezzetti di peperoncino metteteli a macerare in mezzo litro di alcol puro a 95°, utilizzando un barattolo di vetro di colore scuro, e riporlo al buio, (va bene anche all'interno di un mobile), deve restarci per quattro giorni;

3) trascorsi i quattro giorni, riponetelo in una bottiglia sempre di colore scuro, filtrandolo con un velo in modo da eliminare i pezzetti tagliuzzati e i semi del peperoncino stesso.

Il liquido così ottenuto è: la tintura madre di peperoncino 

Il popolo contadino del sud Italia la usava e in pochi ancora la utilizzano in diversi casi; al momento ne indico solo quattro che ho personalmente provato e testato grazie anche ai miei familiari ed amici che utilizzandola hanno ottenuto sempre dei buoni risultati.

Usi: gli usi dove si sono avuti i migliori risultati sono in caso di mal di gola, punture di insetti, mal di denti e  dolori reumatici.

Mal di gola: ai primi sintomi o sensazione di bruciore prendete un bicchiere riempito con acqua al di sotto della metà aggiungete circa 8-10 gocce di tintura madre, fate dei gargarismi per circa 5 minuti, ripeteteli a distanza di circa 4 - 5 ore, per 4 - 5 volte, i progressi non mancheranno.

Punture di insetti : in questo caso mettete qualche goccia di tintura direttamente sul punto interessato e frizionatelo delicatamente in modo da non irritare. Se necessario ripetete a distanza di qualche ora l'operazione. Attenzione ad usare la tintura vicino agli occhi e comunque prestare sempre massima cura quando si usa sul viso; sarebbe opportuno fare una prova prima su una parte di epidermide nascosta.

Mal di denti:
se qualche molare cariato vi provoca fastidi o peggio ancora dolori,  per alleviarli prendete un tampone di ovatta imbevetelo di tintura madre di peperoncino e  posizionatelo sulla parte dolente, servirà ad alleviare il dolore e farvi passare qualche ora in tranquillità, attenzione a non ingerire la tintura in quanto ha 95 gradi,  poi andate dal dentista per farvi curare.

Dolori reumatici
: dopo aver cosparso sulla zona interessata al dolore la tintura madre, massaggiate energicamente, ponendovi sopra un panno di lana; la zona si surriscalderà e quel calore allevierà il dolore dopo alcune applicazioni in casi non gravi scomparirà del tutto.

 Fonte: http://digilander.libero.it/umbertosalerno/

Alcolismo

L'alcolismo deriva da un'eccessiva assunzione di bevande alcoliche che provocano un'intossicazione acuta o cronica. E' l'alcool etilico, presente nelle bevande alcoliche, a causare effetti a livello del sistema nervoso centrale, dell'apparato digerente, del fegato e del metabolismo. Con le sue proprietà di vasodilatatore e anticolesterolo, il peperoncino aiuta l'elasticità dei capillari e consente l'ossigenazione del sangue.
Se avete abusato di alcool e avete problemi alla salute, provate a rimediare con:

Tisana all'assenzio e al peperoncino

INGREDIENTI:

4 Gr DI TINTURA MADRE DI PEPERONCINO
180 ML D'ACQUA
1 Gr DI FOGLIE DI ASSENZIO ESSICATE

Fate bollire l'acqua, versatela sulle foglie di assenzio, lasciate in infusione per una decina di minuti, aggiungete le gocce di tintura madre e bevete la tisana lontano dai pasti.

Se invece desiderate fare un tentativo per smettere di bere è consigliato preparare e consumare:

Decotto con Peperoncino

INGREDIENTI:

5 Gr DI PEPERONCINO ROSSO SECCATO
5 Gr DI RABARBARO
1 CUCCHIAIO DI ZUCCHERO
5 Gr DI CASCARILLA
1/2 L D'ACQUA

Fate bollire l'acqua per due minuti con peperoncino, cascarilla, rabarbaro.
Lasciate riposare per 1/2 ora poi filtrare,zuccherate e assumete due bicchierini durante la giornata.


Fonte: Lorena Fiorini

Benefici e virtù del peperoncino

Utile è fare un'analisi approfondita di questa pianta definita "miracolosa", dispensatrice di vitamina c e potassio dalle proprietà antibatteriche e antiossidanti. 

Il vero nome scientifico del peperoncino è capsicum, nelle varie vesti di minimum, fastigiatum, frutescens, annuum. La parola deriva dal latino capsa che vuol dire scatola o dal greco kapto che vuol dire mordo, mangio avidamente (per la sua dote di eccitare l'appetito). Il principio attivo, l'alcaloide, si chiama capsicina ed è contenuta specialmente nella placenta, un velo sottile, attaccato alla parte interna del frutto, che sorregge ed avvolge i semi. Nell'epicarpo sono contenute le sostanze coloranti che danno il bel colore al frutto: capsorubina, zeaxantina, criptoxantina.

Nell'olio dei semi vi sono: acido miristico, palmitico, stearico, carnaubico, oleico.
Nel frutto: acido malonica e citrico, potassio, rame, zinco, fosforo, zolfo, magnesio, ferro.
Le vitamine: vitamina A 420 U.I, Tiamina 0,08, Riboflavina 0,08, B6 0,22, Niacina 0,22, Acido Pantotenico 0,23, Acido Folico 8, Acido Ascorbico 128, Vitamina E 60 gamma.

Il peperoncino scioglie i coagoli del sangue, è espettorante, decongestionante e aiuta a prevenire l'enfisema, la bronchite e le ulcere allo stomaco. 
Di seguito una lista delle straordinarie doti di questo prezioso frutto:
Carminativo (scaccia i gas dalla pancia) 
Eupeptico (fa digerire bene) 
Previene l' infarto 
Afrodisiaco (aumenta il desiderio sessuale)
Abbassa la pressione alta e aumenta la pressione bassa 
Migliora l'emodinamismo e sollecita la coagulazione del sangue
Protegge i capillari e cura le allergie e l'asma 
Abbassa il colesterolo 
Oltre all'ulcera gastrica e duodenale, cura le emorroidi e le ragadi e ancora la colite, nevralgie, reumatismi, distorsioni, lombaggini, torcicollo 
Aiuta gli alcolisti a smettere di bere e migliora la depressione, l'ansia ed è anticancerogeno
Indicato nelle faringiti e laringiti 
Contro la caduta dei capelli, il distacco di retina e l'incontinenza urinaria 
Diaforetico (fa sudare), cura la dismenorrea, l'otite e l'insufficienza epatica 
Contro psoriasi, stitichezza, Herpes Zoster, vene varicose, cellulite, pellagra, malaria, colera, enfisema polmonare, cistopielite, emicrania, cefalea, anoressia, obesità, ernia iatale, mal di denti, acne giovanile, tosse, geloni e raffreddori 
Allevia i dolori del parto e abbassa i trigliceridi 

Fonte: Alessandro Pozzi

Spray al peperoncino per curare naso intasato

Roma, 26 ago. (Adnkronos Salute) - Dalle lacrime alla cura delle infiammazioni che 'chiudono' il naso. Le qualità del peperoncino, oltre a far felici gli amanti della tavola, possono aiutare a curare le forti sinusiti e le riniti non allergiche. Grazie ad un nuovo spray che contiene un ingrediente derivato dalla specie 'Capsicum annum'. A scoprire l'ennesima qualità del frutto 'spice' e trasformarla in uno pratico spruzzino, è un studio dell'University of Cincinnati, pubblicato sulla rivista Annals of allergy, asthma & immunology.
"I risultati dei test - si legge nella ricerca - hanno dimostrato che il nuovo spray, usato per due settimane su 44 persone con forte rinite non allergica, congestione nasale o sinusite, si è dimostrato sicuro, veloce ed efficace nel contrastare questi fastidi".
L'ingrediente 'segreto' alla base dello spray è la capsaicina, il composto che genera il gusto piccante del peperoncino. Un principio attivo, già approvato dall'agenzia di controllo americana Food and Drug Administration, alla base di diversi farmaci usati per alleviare temporaneamente il dolore. "Abbiamo verificato che lo spray era sicuro ed efficace sui pazienti affetti da rinite non allergica - avvertono i ricercatori - infatti i partecipanti allo studio, che hanno usato il nuovo spray nasale, hanno riportato una maggiore rapidità di azione e di sollievo, mediamente entro un minuto dopo l'utilizzo".

Fonte:www.libero-news.it

Mal di schiena

Oltre ad altre erbe come "l'artiglio del diavolo", pare che per le infiammazioni e i dolori alla schiena, sia molto efficace una pomata a base di peperoncino, nel dettaglio di Frutescens. Posto l'articolo ripreso da "La Repubblica".



"Il mal di schiena è una frequente condizione che comporta anche un sostanziale onere economico nelle società industrializzate". Lo scrive Joel Gagnier dell'Università di Toronto, Canada, che ha condotto un'interessante revisione e valutazione delle sperimentazioni sull'uso, nel mal di schiena (o lombalgia) di diverse piante medicinali. I ricercatori canadesi, il cui lavoro è stato pubblicato sulla rivista Spine di gennaio, si sono serviti di diversi fonti e database quali, Medline, Embase (banca dati farmacologica e biomedica), Cochrane.
Tra le piante medicinali adoperate nel trattamento della lombalgia vi sono Commophora molmol, Capsicum frutescens, Salix alba, Maleleuca alternifolia, Angelica sinensis, Aloe vera, Thymus officinalis, Mentha piperita, Arnica montana, Curcuma longa, Tanacetum parthenium, Harpagophytum procumbens e Zingiber officinalis.
La ricerca sistematica di evidenze, che supportino o neghino l'efficacia di prodotti a base di erbe nel trattamento del dolore nel mal di schiena, è avvenuta sulla base di alcuni precisi criteri. Sono state considerate solo persone adulte (più di 18 anni) sofferenti di mal di schiena non specifico che, in base alla durata, è stato suddiviso in acuto (meno di 6 settimane) subacuto (6-12) e cronico (più di 12 settimane). In base ai riscontri evidenziati, ogni rimedio è stato classificato sulla base della qualità degli studi effettuati in: forte, moderato, conflittuale (studi di incosistente valore) e di nessuna evidenza. Dei 295 studi identificati solo 10 sono stati considerati: di questi, 3 riguardano l'Harpagophytum procumbens (l'artiglio del diavolo), altri tre il Salix alba (Salice bianco) e quattro una pomata a base di peperoncino (Capsum frutescens) applicata localmente.
I primi tre studi consideravano solo le persone sofferenti di riacutizzazione di lombalgia non specifica, quello con il peperoncino sulle lombalgie acute. L'effetto "più evidente" si è ottenuto con la somministrazione quotidiana, rispetto al placebo, dell'estratto acquoso di Harpagophytum contenente 50 di arpagoside (sostanza della pianta) che riduce, nel breve periodo, episodi acuti di dolore lombagico; un effetto moderato si è avuto con 100 mg di arpagoside per dose di estratto acquoso. Moderata evidenza (sempre rispetto al placebo), invece, con la somministrazione di 120-240 mg di salicina contenuta in un estratto di Salix alba, e anche con l'applicazione di pomate al peperoncino.

di Roberto Suozzi

fonte:www.repubblica.it

Il peperoncino non fa bruciare solo la lingua ma anche le cellule tumorali.

Che il peperoncino avesse molte proprietà terapeutiche già si sapeva ma ora dagli studi diretti da Sören Lehmann dell’università di Los Angeles è emerso che la capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini, è in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata ad innescare il processo di apoptosi, ossia una sequenza di autodistruzione presente nelle cellule.
Lo studio condotto sui topi ha dimostrato che la capsaicina è in grado di indurre l’apoptosi di circa l’80% delle cellule tumorali, e in alcune culture in vitro di cellule umane ne ha bloccato o ridotto notevolmente la proliferazione. Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, a sua volta pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto, oltre che della varietà. Per valutare la piccantezza dei peperoncini si utilizza la “scala di Scoville”, in base alla quale un peperoncino comune ha un punteggio di 5000 unità, il peperoncino calabrese arriva alle 15.000 unità, quello di Cayenna alle 50.000 e il tipo habañera supera le 300.000.
L’azione della capsaicina si esplica in primo luogo attraverso la riduzione dei recettori per gli estrogeni sulle cellule tumorali, ma agisce anche sulle cellule tumorali non ormono-dipendenti e riduce anche la produzione di PSA, la proteina antigene specifica che è utilizzata per rilevare la presenza di un cancro alla prostata attraverso un esame del sangue.


Fonte: peperonciniamoci.it
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